Arrivano a Orbetello le Arie di Mare – Intervista a Pamela Villoresi: “Difendo la donna attraverso la forza immortale del Mito. Il cinema italiano vive una nuova Primavera”

Dal 23 al 26 agosto, a Orbetello, fra mare, monti e lagune, andrà in scena la rassegna Arie di Mare, diretta dall’attrice Pamela Villoresi. Un festival che abbraccia la Costa D’Argento e che propone diversi spunti e riflessioni attraverso quattro spettacoli di artisti, italiani e stranieri. Nella splendida Piazza Giovanni Paolo II, si susseguiranno così: Di Voce in Voce di Evelina Maghnagi, dai canti arabi del deserto a quelli ebraici delle migrazioni; Novecento di Alessandro Baricco, sulla vita e sui suoi significati, un ritratto simbolo di chi non sa più sbarcare; Guzulka di Vladimir Denissenkov, sulle contaminazioni musicali tra Russia, Ucraina e Paesi Balcani.

Pamela Villoresi

Pamela Villoresi

Domani sera aprirà la rassegna la stessa Pamela Villoresi che presenterà Mitiche Donne, un testo sulle tappe inevitabili della nostra vita, attraverso le figure femminili dei miti antichi. Abbiamo intervistato questa poliedrica attrice, che si divide tra cinema (reduce dallo splendido Oscar per La Grande Bellezza), televisione e teatro. La Villoresi sarà infatti ancora in scena per Memorie di una schiava a Ravello il 29 agosto, il 31 agosto a Città di Castello per un omaggio ad Alda Merini, e il 1° settembre a Fabriano con Dio Maternamente.

Per il suo Festival Arie di Mare porterà in scena Mitiche Donne. Com’è nata l’idea di questo spettacolo?

Mitiche Donne nasce per caso, o meglio per commissione…. come nella migliore tradizione dell’arte. Nelle Marche, nella meravigliosa provincia di Ascoli Piceno, a Monte Rinaldo, c’è un piccolo tempio romano dove, alle 19, vanno in scena eventi ispirati all’antichità. L’Amat, con la quale collaboro da decenni, mi ha chiamata per un recital. Le eroine dei grandi classici greci e latini le ho interpretate quasi tutte in 42 anni di carriera e mi sta molto a cuore riflettere e far riflettere sul ruolo della donna nella società. È tempo di parlarne di nuovo, di difendere la loro vita dalla violenza fisica e mentale, derivate sempre da una mentalità sbagliata. Quale migliore occasione?

In scena per "Medea" di Euripide (foto Francesca Pagliai)

In scena per “Medea” di Euripide (foto Francesca Pagliai)

Com’è stata studiata la messinscena?

Ho scelto i monologhi più incisivi e significativi per tracciare un percorso, dalla nascita alla saggezza, attraverso le varie donne del mito. Non è dunque scritto da me: sono i miti che parlano e la drammaturgia è di Michele Di Martino. Ne parlai poi con Stefano Saletti che ha composto delle musiche bellissime, contemporanee e allo stesso tempo evocative e dagli echi antichi. Fu una serata entusiasmante e un grandissimo successo, ecco perché lo abbiamo messo in repertorio e lo riproponiamo ad Orbetello per “Arie di Mare”.

Esistono ancora, a suo avviso, Mitiche Donne o Donne Mitiche in quest’epoca “fast-social” che stiamo vivendo?

Le storie simbolo, quelle estreme, esisteranno sempre, si consumano ancora oggi e si immolano le eroine. In quante parti del mondo, ogni momento ci saranno persone generose e coraggiose che subordinano il proprio benessere al bene comune? E quante donne si trovano l’esistenza mutilata a causa della discriminazione e del pregiudizio? Tante, troppe… e non occorre andare tanto lontano.

Uno scatto insieme a Rossella Falk, Mariangela Melato e Anna Proclamer

Uno scatto insieme a Rossella Falk, Mariangela Melato e Anna Proclamer

Ripensando a i suoi esordi, quanto sta cambiando il cinema italiano?

Penso che il cinema italiano abbia una nuova primavera. Sono nella Giuria del David di Donatello ed ho visionato la maggior parte dei film prodotti l’anno scorso. Sono rimasta sorpresa da quanti buoni film sono stati girati e con che originalità, con che competenza! Quanti nuovi talenti! Ma il nostro Paese saprà valorizzarli????

Ci sono stati recentemente ruoli-personaggi femminili che l’hanno entusiasmata o che vorrebbe vedere/interpretare?

Non ci sono personaggi in particolare che vorrei interpretare al cinema. Piuttosto mi piacerebbe lavorare con qualcuno di quei bravi registi giovani: hanno linguaggi nuovi che mi obbligherebbero a rimettermi in gioco, a crescere.

Marcello Mastroianni e Gian Maria Volonté

Marcello Mastroianni e Gian Maria Volonté

Il prossimo 28 settembre sono passati 90 anni dalla nascita di Marcello Mastroianni, mentre il prossimo 6 dicembre sono passati 20 anni dalla morte di Gian Maria Volonté. Potrei avere un suo personale ricordo di entrambi questi grandissimi attori?

Non conoscevo personalmente né l’uno né l’altro, ne parlo dunque da spettatrice. Di Mastroianni ricordo lo charme, il talento naturale, l’empatia. Di Gian Maria Volonté: l’intelligenza, l’ironia, l’impegno. Due artisti indimenticabili.

Quanto continua ad essere viva in lei l’orgoglio e la soddisfazione per avere partecipato ad un film da Oscar come La Grande Bellezza? Sorrentino ha premiato molto gli attori di teatro, com’é stato lavorare con lui?

I riconoscimenti a La Grande Bellezza sono stati una pioggia benefica per tutto il Cinema italiano: hanno riaperto festival e mercato ai nostri film. Paolo è uno straordinario capitano di nave e noi siamo stati una buona ciurma. Sì, il fatto che fossimo tutti attori di teatro ha fatto, secondo me, la differenza. E Sorrentino sa dirigere i suoi attori, è attento, sa quel che vuole e non gli sfugge niente. A me ha dato una grande sicurezza e credo di aver fatto bene la mia parte. Spero di rilavorare presto con lui.

Pamela Villoresi ne "La Grande Bellezza" di Paolo Sorrentino

Pamela Villoresi ne “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino

Oltre al teatro, ha in programma nuovi film (cinema o tv)?

Ho appena finito di girare, a Novara, un docu-film di Vanni Vallino, su una pittrice dell’inizio del secolo, una donna eccezionale: Evangelina Alciati. Bello il personaggio e l’ambientazione, bravi i colleghi e i tecnici: una gran bella esperienza.

Intervista di Giacomo Aricò

 

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