Editoriale Marzo Aprile 2012


«Le donne sono quanto di più vicino esista al paradiso in terra» 

Diceva Dobel citando Camus, elogiando il merito delle donne che facevano ed avrebbero fatto fare all’umanità dei passi per migliorarsi. Quelle donne che dopo aver chiesto la parità, avevano imparato ad usarla a loro vantaggio, godendo dei loro diritti, impeccabili nei loro doveri.

Dobbiamo ammetterlo, quando una donna acquista potere, lo utilizza in maniera differente rispetto ad un uomo, la loro dolcezza e femminilità si amplificano donandola al mondo.

Sarà forse anche per questo che nel 2011 il premio Nobel per la pace viene assegnato a tre donne, tre donne differenti per estrazione culturale ma con qualcosa in comune.

Tawakkul Karman, attivista Yemenita impegnata nel rispetto dei diritti umani; Ellen Johnson Sirleaf capo di stato Liberiano, imprenditrice prima donne eletta come capo di stato in Africa; ed  Leymah Gbowee anche lei Liberiana, organizzatrice di un movimento pacifista  che condusse alla fine della guerra nel 2003.

Tutte e tre premiate “per la loro battaglia non violenta a favore della sicurezza delle donne e del loro diritto alla piena partecipazione nell’opera di costruzione della pace”.

Migliaia di donne lottano ogni giorno per i loro diritti, portavoce delle donne Afghane è divenuta Fariba Nawa, giornalista Americana-Afghana che guardando negli occhi delle donne del suo paese d’origine ha denunciato il degrado che le colpisce scrivendo tutto nel suo libro “La moglie Afghana”.

Dal 1911 marzo è il mese delle donne, si ricorda le loro lotte le loro rivendicazioni, il loro diritto al voto, la loro partecipazione nella società, marzo è il mese delle mimose.

Marzo è il mese di tutte le donne, dai tre premi Nobel alle donne comuni che con i loro gesti quotidiani, la loro motivazione, la loro storia personale aiutano a cambiare se non il mondo, le persone che hanno accanto. Mamme, mogli, amanti e amiche; soprattutto donne; milioni di donne che ogni giorno tentano di migliorare il mondo usando tutti i mezzi a loro disposizione come educare i loro figli per plasmare persone migliori. Perché se è vero che la persona fa la differenza, l’educazione è componente principale nella formazione della stessa e il lavoro più duro si deve iniziare tra le mura domestiche.

Donne che si dividono tra casa, lavoro, famiglia e mariti. Riuscendo ad essere grandiose ogni momento.

Alle donne comuni che ogni giorno sono in prima linea va tutto l’augurio più bello e a loro dedichiamo questo numero de L’incontro.

di Flavio D’Angeli