Editoriale Aprile 2011

BUONGIORNO ITALIA – 150 ANNI UNITI ED INDIPENDENTI

È il secondo editoriale legato ad un evento. Premesso che mentre scrivo, per maggiore concentrazione e “compenetrazione”, ascolto l’inno (ancora provvisorio) della Nostra Italia. Già, 150 anni portati con i nostri chiari e scuri.

Durante quel fermento culturale, dove i giovani credevano in qualcosa e morivano per quegli ideali, fu detto: <<Abbiamo fatto l’Italia. Ora dovremo creare gli italiani>>.

Nessuna frase di allora resta più attuale di quella! Ma questo non vuole essere affatto un lamentarsi, o una critica. Per nulla! Queste sono le parole di un italiano che parte sempre da quello che ha in mano e che il resto lo costruisce. Per questo motivo, sempre continuando ad ascoltare le note dell’inno di Mameli, invito i lettori a vedere le diverse iniziative presenti sul sito ufficiale di Italia 150 (www.italia150.it) che raccoglie pensieri, interviste di personaggi autorevoli del mondo della cultura italiana.

Da buon “sabaudo” acquisito, che ha iniziato ad amare tardi la sua terra, è con immenso piacere che segnalo che fra gli altri interventi, il 15 di aprile, alla Reggia di Venaria Reale, sarà presente la moglie del Presidente degli Stati Uniti, Michelle Obama. Sarà finalmente possibile sdoganare, con onore, la mia città natale. L’ho lasciata città sonnolenta ed industriale, e la ritrovo rinnovata negli intonaci e nelle facciate che tornano a dar valore a quell’Ottocento pieno di fervore umano.

Da italiano, chiudo gli occhi e penso, sempre ascoltando l’inno (provvisorio stabile) che quei colori hanno spinto milioni di persone a lottare per darci un futuro unito.

Ma si deve partire da quello che si ha! E allora parto proprio da qui, da centocinquanta anni di storia che hanno visto tutto e l’esatto contrario di tutto, affollare le pagine di cronaca di un Paese con oltre 6.000 chilometri di costa.

<<Pizza, Spaghetti, Mafia e Mandolino>> queste erano le parole che ci hanno accompagnato come un marchio a fuoco all’estero, subito dopo la seconda guerra mondiale.

Sempre tenendo chiusi i miei occhi, la melodia delle trombe e dei violini, la voce del coro, ha trasformato in poesia i sogni. Non sento più come provvisorio il nostro inno. È Lui e lui soltanto che ci accompagnerà per i prossimi anni verso una nuova Italia, che dobbiamo contribuire a renderla famosa nel mondo per la nostra caparbietà nel reagire alle difficoltà!

L’augurio è di riuscire a mostrare ai nostri antenati, che ce l’abbiamo fatta anche a creare l’italiano. Nulla è impossibile! Basta volerlo.

E noi, silenziosi operai di un nuovo futuro, lo vogliamo e siamo in tanti. Trasformare le parole d’amore per la nostra Patria in fatti, dipende solo da noi.

Alcuni testi di musica, riprendono la celebre frase pronunciata da Garibaldi: <<qui si fa l’Italia e si muore>>.

Quella frase, ha pervaso l’anima di tutti coloro i quali hanno pensato, sognato, desiderato la libertà. Dobbiamo continuare a far parte di quel sogno!

Buongiorno Italia! Queste note sono parte di noi, senza provvisorietà! Continuiamo a costruire l’Italia! Crediamoci, oggi più che mai.

Flaviano Di Franza